Carichi di allenamento…

Molto spesso allenatori, preparatori, ma anche direttamente gli stessi runners, trascurano un dettaglio fondamentale che differenzia l’atleta professionista, cioè colui che può dedicare molte ore e molto tempo all’allenamento, dall’amatore: ovvero il recupero!

Quando strutturiamo un programma di allenamento è necessario considerare l’organizzazione dell’intera giornata, sia dal punto di vista lavorativo che personale. Perché ovviamente anche la “quotidianità” rappresenta un carico vero e proprio, che deve essere considerato e che indubbiamente toglie tempo al recupero.

Se infatti un atleta professionista può permettersi di fare un allenamento massimale e poi prevedere un certo numero di ore dedicate al recupero ( che ricordiamo essere una parte fondamentale dell’allenamento), l’atleta amatore deve tenere conto dell’”incastro” di ore lavorative, ore dedicate alla famiglia o altre attività quotidiane e le ore dedicate all’allenamento, con un monte ore dedicato al recupero che ovviamente risulterà più limitato . Tenendo in considerazione tutti questi “carichi”, sarà in grado così di strutturare un programma di allenamento più adatto a lui, che gli consenta di distribuire meglio le energie e quindi di performare meglio.

Senza tenere conto che l’atleta, a parità di intensità di allenamento, ha generalmente un dispendio minore di energie, grazie ad una maggiore efficienza neuromuscolare e biomeccanica del gesto tecnico. E anche questo parametro deve essere tenuto in considerazione nella preparazione di un atleta amatoriale, distribuendo in maniera più diluita nel tempo le sessioni di qualità.

Il mio consiglio perciò è quello di non strutturare una tabella di allenamento solo in base ai “capi saldi” della programmazione, ma tenendo conto anche di tutto ciò che sono le attività extra all’interno di una settimana ( es. organizzazione delle giornate lavorative) in modo tale da poter distribuire in maniera più efficiente i carichi di allenamento, ma soprattutto i recuperi!

See you soon!