Le restrizioni miofasciali e… la “dieta dimagrante”!!!

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del sistema miofasciale e di come questa “tutina” che ci avvolge, se presenta un punto di minore libertà possa limitare e rendere meno fluidi i movimenti. 

Ciò che succede in questi casi è che, uno degli effetti collaterali della restrizione a carico delle catene miofasciali è quello di creare una resistenza meccanica. 

Infatti, con alcuni strumenti di misurazione è stata misurata la resistenza creata dal sistema miofasciale in termini di kg durante alcuni movimenti o posture… ovvero quanto il nostro corpo e la nostra muscolatura devono spendere in termini di energia per poter svolgere un movimento o un gesto tecnico, nel nostro caso nella corsa, in presenza di una restrizione miofasciale. 

Per spiegarlo in maniera più semplice. Oggi quasi tutti conosciamo le bende elastiche utilizzate in palestra per fare esercizi di rinforzo di stabilizzazione, ecc… Ce ne sono di più o meno resistenti, ed ora molte riportano una corrispondenza in termini di kg. Nel nostro corpo, il sistema fasciale agisce come una vera e propria banda elastica (anche se ovviamente molto più estesa e complessa). Nel caso di una o più restrizioni fasciali le nostre “bande elastiche” diventano via via più resistenti, ovvero più rigide da allungare. 

Se ad esempio la catena miofasciale posteriore risulta retratta (pensiamo ad un banda elastica molto rigida e dura da estendere), i muscoli antagonisti che nella corsa e nella camminata, devono “opporsi” a questa catena miofasciale retratta, come per esempio psoas ,retto femorale , muscoli addominali, ecc, dovranno per prima cosa vincere la resistenza opposta dalla catena in retrazione e poi con un ulteriore sforzo agire per compiere un movimento. Lavoreranno quindi come se ci trovassimo in palestra ad un utilizzare un macchinario con dei sovraccarichi… ed i kg da “spostare” saranno maggiori tanto più la nostra catena di riferimento sarà ristretta. 

Come runner, dedichiamo molto tempo alla ricerca della migliore forma fisica possibile, alla ricerca del peso ideale, ma se non curiamo l’elasticità e l’allungamento delle catene miofasciali, non facciamo altro se non aggiungere “kg” inutili che i nostri muscoli dovranno spostare!

 Ecco quindi la vera “dieta dimagrante”…una buona dose giornaliera di esercizi dedicati ad una maggiore “armonia” e elasticità delle catene miofasciali.

See you soon!